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Area bimbi

08/10/2009
«Non parlate di business degli occhiali quando ci sono di mezzo i bambini»
 

L’affermazione del pediatra Italo Farnetani, intervenuto oggi alla conferenza stampa sul benessere visivo dei più piccoli, organizzata a Milano da Transitions (nella foto una campagna del brand di lenti fotocromatiche), in occasione della Giornata Mondiale della Vista, ha scosso la platea e animato un dibattito ricco di spunti di alto livello scientifico, ma poco orientato al trade ottico
 

«Gli occhiali per i bimbi vanno incentivati nel sole, ma per correggere i difetti visivi bisogna puntare sulle lenti a contatto fin dai 2 anni di età», ha aggiunto Farnetani, suscitando la secca replica di altri relatori e giornalisti presenti alla tavola rotonda. «Le lenti a contatto non sono la soluzione di tutti i problemi, vanno certamente tenute in considerazione anche per i bambini, ma non in senso assoluto, bensì insieme ad altri strumenti come il vista dotato di lenti fotocromatiche o gli occhiali da sole graduati», ha risposto Rossella Fonte, presidente dell’Albo degli Optometristi: la sua tesi è stata confermata dall’oftalmologo Enrico Gallenga, che ha ricordato come per ogni età ci siano strumenti e relativi materiali utili per la correzione delle patologie oculari.
Una certezza, tuttavia, è emersa dall’incontro milanese, che ha messo a confronto anche il nutrizionista Carlo Cannella, lo stilista Stefano Cavalleri, titolare del brand I Pinco Pallino, e la dermatologa Riccarda Serri: i genitori devono preoccuparsi di più e meglio della salute visiva dei loro figli, evitando acquisti di occhiali da sole nelle bancarelle ed elevando la percentuale di bambini che vengono portati dall’oculista, il 65% appena contro l’80% che si sottopone fin da piccoli a un controllo dal dentista.
 


Black Studio & SCC 2008